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Ho sempre avuto una passione smisurata per gli animali. Mia madre racconta che ancora non camminavo e che mi tuffavo fuori del passeggino non appena vedevo un gatto o un cane. La mia bambola preferita era un pollo di nome Giacomino che dormiva vicino al mio letto nella carrozzina da bambolotto. Poi in casa arrivò la prima gatta, fu amore smodato. Un giorno sparì, la ritrovai dopo 2 giorni, a me nel frattempo mi venne febbre alta e vomito. La mia vita è costellata da gatti fino a quando Totò mi ha scelta. lo in quel periodo avevo già 2 gatti e mi occupavo delle cucciolate dei cortili dove lavoravo. Era l'estate torrida del 2003, il caldo e le infezioni stavano falcidiando tutti i gattini. L'unico sopravvissuto me lo ritrovo praticamente dentro il mio ufficio che mi guardava con gli occhioni semichiusi e che non aveva neanche la forza di miagolare. Lo infilo in una scatola e decido di portarlo a casa. Prima di arrivare a casa lo faccio vedere da un mio amico che fa il volontario al canile. Il gatto era pieno di bigattini, lo stavano mangiando vivo. Lo laviamo, lo disinfettiamo sperando che sopravviva. Il gatto nonostante tutto (dissenteria e tenie) vive. Lo chiamo Totò perché adora gli spaghetti, anzi tutto ciò che somiglia a uno spago. Questa passione gli sarà fatale perché dopo circa un anno e mezzo mangia un elastico e lo devo operare d'urgenza per occlusione intestinale. E' salvo per la seconda volta. E'un gatto speciale, mi adora, mi segue in casa ovunque come un cane, sono di sua propri eta', entra in conflitto con tutti quelli che in qualche modo distolgono la mia attenzione da lui. E' un gatto con me molto affettuoso a volte penso che mi ha scambiato per la mamma, perche' appena puo' mima l'allattamento con la mia ascella. E' bello, ha una pelliccia folta e lunga, adora camminare sul cornicione (forse perché è nato su una grondaia?). Quando c'è molto vento alza la testa e annusa l'aria estasiato, chissà cosa riesce a sentire ... Totò non è un gatto virtuale lui c'è sempre in ogni cosa che faccio con il suo sguardo adorante. Qualche volta mi trovo a pensare che sia la reincarnazione di una persona cara. Ci parliamo a sguardi anche perché lui continua a essere afono, nel senso che miagola ma escono suoni (tracheite cronica?). Il nostro idillio continua, non so perché ma ogni tanto mi viene in mente il momento in cui non ci sarà più per qualche motivo, scaccio subito il pensiero cattivo, il gatto è giovane e pieno di vita. A sei anni mi accorgo di una piccola verruca sulla zampa anteriore che gli da prurito, lo porto dal veterinario e mi arriva la prima "mazzata" gli viene diagnosticato un mastocitoma. Viene operato subito dopo aver fatto una serie di accertamenti e cominciamo una dieta perché alla base di tutto sembra ci sia un'allergia alimentare. Nelle mie ricerche su internet focalizzo un sito "roccofarlocco" che mi è molto utile per affrontare nel modo corretto la malattia più insidiosa del previsto. Non ho voglia di fare il calendario e le tappe della malattia che in questo anno e mezzo abbiamo combattuto. L'ultima tappa è stata l'elettrochemioterapia con l'oncologo che lo aveva in cura, alla quale totò non ha risposto in modo positivo.
Totò è morto il 6 settembre 2010, per la prima volta l'ho sentito piangere, ho sentito la sua voce, il suo grido di dolore. Il suo non era un pianto rassegnato, piangeva perché voleva vivere. Era riuscito a strappare una piccola parentesi di felicità che è durata troppo poco, alla quale non voleva rinunciare.
Il vuoto che ha lasciato è enorme, paradossalmente mi manca anche il tempo che passavo a curarlo, le pasticche, la dieta, le ore passate dal veterinario con la speranza di riportarlo a casa, l'ultima notte quando era praticamente immobile, incontinente e per incrociare il suo sguardo dovevo poggiare la mia guancia sul pavimento. Spero che il tempo cancelli le ultime ore e lasci i ricordi sereni. Mi piace pensare che Totò sia una nuvola bianca e grigia in un giorno di tramontana finalmente libero dal dolore.
Caterina